CHIAMAPRENOTA

Giovedì - ore 09:00

I Segreti di un'Oasi Alpina

Prenota l'escursione:

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Ritrovo: Vermiglio Campo sportivo

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Durata: 7 ore

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Lunghezza: 10 Km

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Dislivello: 600 metri

Descrizione del percorso:

La gita di oggi ci porterà a scoprire un laghetto alpino nascosto in mezzo alla foresta, una chicca che non può mancare negli album fotografici di un vero amante della Val di Sole, ti sto parlando del lago di Barco.

Da dove si parte?

Partiremo dalla località Volpaia di Vermiglio seguendo la strada forestale fino al suo termine. Il primo tratto ci farà riscaldare le gambe per via della discreta pendenza costante, ma dopo un chilometro o poco più, tornerà pianeggiante e proseguiremo su un falsopiano fino al termine della carrareccia.

È giunta l’ora di imboccare il sentiero che ci condurrà sulle rive del bellissimo lago di Barco districandosi fra radure, abeti, piante di mirtillo e se saremo fortunati anche dei bei porcini.
Dopo aver superato un paio di passaggi su delle roccette, davanti a noi si materializzerà un ponticello che attraversa l’emissario del lago, proprio nel punto in cui si origina, non potrai che rimanere a bocca aperta vedendo comparire, tutto a un tratto, questo specchio d’acqua con le alte vette che lo circondano.

Dove ci troviamo esattamente?

Siamo nel gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella, rocce granitiche, altamente impermeabili, che rendono la vita facile ai laghetti in quota. Il lago di Barco non è propriamente un lago alpino piccolo e poco profondo. È lungo 200 metri e largo più di 100, con una profondità che supera i 15 metri.

Dove si mangia?

Il pranzo come accade in tutti i posti più selvaggi che visitiamo, non potrà che essere al sacco e verrà consumato proprio in riva al lago, prima di rimetterci in cammino per il ritorno, seguendo un percorso differente.

Proseguiremo il cammino in direzione est, verso i territori del Comune di Ossana, passeremo per la selva, una località frequentata soprattutto dai fungaioli, il bosco rado ed un fitto sottobosco erboso permettono infatti alla luce di filtrare, ma anche all’umidità di fermarsi nel suolo, creando l’habitat perfetto per la nascita dei porcini.
Il sentiero ci porterà fino alla Malga del Doss, recentemente ristrutturata dal comune di Ossana che ha adibito una parte di essa a bivacco, a disposizione di chiunque passi di lì e abbia bisogno di un punto d’appoggio.

Seguendo la strada forestale per un breve tratto, giungeremo ad un bivio che ci porterà dapprima su una vecchia strada ormai dismessa e poi su un piacevole sentiero pianeggiante che ci riaccompagnerà fino all’imbocco del tracciato che ci ha condotto al lago.

Da qui, poco più di due chilometri ci separano dalle macchine, tutti in pianura e discesa.

Tipo di escursione:


Escursione che richiede un minimo di preparazione fisica… e di fiato. Ci spingeremo un po’ più in alto, su sentieri e terreni che in certi punti potranno essere leggermente accidentati. Questo trekking ha uno sviluppo di 10 km con circa 600 m di dislivello.
Il rientro è previsto verso metà pomeriggio, ore 16.00 / 16.30.

Pranzo al sacco in riva al lago con canto degli uccellini e gorgoglio dell’acqua come sottofondo.

Curiosità:

I bivacchi:

Sul territorio della Val di Sole, ma in montagna in generale, capita di trovare in posizioni isolate, delle baite aperte a tutti. Si tratta di strutture che gli enti pubblici o i gruppi di amici, hanno deciso di ristrutturare e mettere a disposizione degli escursionisti come riparo in caso brutto tempo o come meta di escursioni e scampagnate, infatti in esse solitamente troviamo sia una cucina che dei posti letto.

Inutile dire che essendo aperte a tutti, è obbligo di ogni fruitore, trattare tutto ciò che vi trova con il massimo rispetto. Solitamente troverai in esse, sia il necessario per preparare un piatto di pasta o un caffè, il tutto grazie a chi, sapendo di doverci passare, compra a spese proprie i beni di prima necessità da portarci.
Se avete dunque come meta, una di queste baite e volete utilizzarle per il pranzo, o solo per la pausa caffè, può essere una buona idea decidere di portare qualcosa in più, da lasciare per chi arriverà dopo di voi, magari ignaro dell’esistenza di questo punto di appoggio.

Verso un posto meraviglioso, panoramico e incontaminato, tanto che se lo cerchi su una qualsiasi mappa, trovi un lago senza alcun sentiero che lo raggiunge. Se stavi cercando un’experience into the wild, l’hai trovata!

La gita di oggi ci porterà a scoprire un laghetto alpino nascosto in mezzo alla foresta, una chicca che non può mancare negli album fotografici di un vero amante della Val di Sole, ti sto parlando del lago di Barco.

Da dove si parte?

Partiremo dalla località Volpaia di Vermiglio seguendo la strada forestale fino al suo termine. Il primo tratto ci farà riscaldare le gambe per via della discreta pendenza costante, ma dopo un chilometro o poco più, tornerà pianeggiante e proseguiremo su un falsopiano fino al termine della carrareccia.

È giunta l’ora di imboccare il sentiero che ci condurrà sulle rive del bellissimo lago di Barco districandosi fra radure, abeti, piante di mirtillo e se saremo fortunati anche dei bei porcini.
Dopo aver superato un paio di passaggi su delle roccette, davanti a noi si materializzerà un ponticello che attraversa l’emissario del lago, proprio nel punto in cui si origina, non potrai che rimanere a bocca aperta vedendo comparire, tutto a un tratto, questo specchio d’acqua con le alte vette che lo circondano.

Dove ci troviamo esattamente?

Siamo nel gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella, rocce granitiche, altamente impermeabili, che rendono la vita facile ai laghetti in quota. Il lago di Barco non è propriamente un lago alpino piccolo e poco profondo. È lungo 200 metri e largo più di 100, con una profondità che supera i 15 metri.

Dove si mangia?

Il pranzo come accade in tutti i posti più selvaggi che visitiamo, non potrà che essere al sacco e verrà consumato proprio in riva al lago, prima di rimetterci in cammino per il ritorno, seguendo un percorso differente.

Proseguiremo il cammino in direzione est, verso i territori del Comune di Ossana, passeremo per la selva, una località frequentata soprattutto dai fungaioli, il bosco rado ed un fitto sottobosco erboso permettono infatti alla luce di filtrare, ma anche all’umidità di fermarsi nel suolo, creando l’habitat perfetto per la nascita dei porcini.
Il sentiero ci porterà fino alla Malga del Doss, recentemente ristrutturata dal comune di Ossana che ha adibito una parte di essa a bivacco, a disposizione di chiunque passi di lì e abbia bisogno di un punto d’appoggio.

Seguendo la strada forestale per un breve tratto, giungeremo ad un bivio che ci porterà dapprima su una vecchia strada ormai dismessa e poi su un piacevole sentiero pianeggiante che ci riaccompagnerà fino all’imbocco del tracciato che ci ha condotto al lago.

Da qui, poco più di due chilometri ci separano dalle macchine, tutti in pianura e discesa.


Escursione che richiede un minimo di preparazione fisica… e di fiato. Ci spingeremo un po’ più in alto, su sentieri e terreni che in certi punti potranno essere leggermente accidentati. Questo trekking ha uno sviluppo di 10 km con circa 600 m di dislivello.
Il rientro è previsto verso metà pomeriggio, ore 16.00 / 16.30.

Pranzo al sacco in riva al lago con canto degli uccellini e gorgoglio dell’acqua come sottofondo.

Il lago del Careser è un bacino artificiale che si trova a 2.603 m.s.l.m. Fu realizzato nel 1931 al fine di sfruttare le acque provenienti dal ghiacciaio del Careser a scopi idroelettrici.

Il lago è sostenuto da una diga in calcestruzzo alta 57 m e collegata alla centrale di Malga Mare. La centrale sfrutta un salto di 635 m per una potenza massima di 12 MW e una produzione annua di 27,7 GWh.

Le acque in uscita dalla centrale vengono poi convogliate insieme a quelle del Noce, verso la centrale di Pont ubicata a Cogolo.

Per affrontare un trekking è consigliato un abbigliamento sportivo, comodo e confortevole, che non intralci i movimenti, che tenga caldo ma che allo stesso tempo non ci faccia sudare.

Salendo in quota molte volte la temperatura si abbassa, in certi casi potrebbe esserci il vento. Per questo ti consigliamo di portare sempre con te un capo d’abbigliamento più pesante e un k-way, in caso di improvvisi acquazzoni.
Un’altra cosa che non può mancare è una t-shirt di ricambio, indossare una maglietta pulita e asciutta renderà più confortevole il tuo cammino.

È preferibile indossare infine, una scarpa da trekking.

Nello zaino devi sempre avere:

  • K-Way, in montagna potremmo essere colti da improvvisi piovaschi, anche durante le giornate più limpide;
  • Maglia: salendo in quota la temperatura si abbassa di circa 1°C ogni 100 metri, inoltre non dobbiamo sottovalutare le brezze frizzanti che scendono dalle cime, ecco perché una maglia in più non guasta mai;
  • Maglia di ricambio, porta con te una canotta per cambiarti una volta giunto alla meta, lo zaino ti farà sudare durante la salita;
  • Acqua, è bene mantenersi idratati durante l’attività fisica;
  • Cibo, pranzo al sacco nel caso non ci siano rifugi lungo il tragitto o tu scelga di non approfittarne, ma anche una barretta di cioccolato o qualche snack energetico possono essere di grande aiuto mentre si cammina;
  • Protezione solare.

Per saperne di più ti consigliamo di leggere il nostro articolo che parla dell’abbigliamento per fare trekking.

– Definisci bene l’itinerario che vuoi percorrere prima della partenza;
– Scegli un percorso adatto alla tua preparazione fisica;
– Procurati e porta sempre con te, l’equipaggiamento idoneo alla tipologia di escursione che vuoi affrontare;
– Osserva sempre il meteo prima di partire e nel caso in cui il tempo meteorologico volgesse al brutto, torna subito indietro o mettiti al riparo;
Lascia sempre informazioni a chi sta a casa sul tuo itinerario e riguardo alla presunta ora di rientro;
– Porgi sempre molta attenzione alla segnaletica;
– In caso di indicente o se hai bisogno di aiuto, componi il numero di soccorso unico 112!

E comunque, non avventurarti mai da solo a fare un’escursione in posti che non conosci e non hai mai frequentato. È sempre preferibile scegliere la compagnia di qualcuno che conosce bene il territorio e sa come comportarsi in caso di pericolo!

…E poi è così bello fare un trekking in compagnia!

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